Mese: febbraio 2014

VISITARE TODI

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Tempio S. Maria della ConsolazioneUn visita a Todi vuol dire lasciare il proprio mezzo (auto o bus) e godersi appieno l’aria, il paesaggio, l’arte di cui è ricca la bella cittadina umbra. Secondo un’antica leggenda Todi viene fondata dagli Umbri nel luogo scelto da un’aquila (oggi simbolo comunale), la quale lasciò cadere la tovaglia usata da futuri tuderti in atto di desinare, sulla cima soprastante la valle del Tevere.

Giunti in città, il primo incontro è il Tempio di Santa Maria della Consolazione, edificio costruito tra Cinque e Seicento, maestoso che toglie il fiato. Al suo interno si conserva un’immagine sacra, ritenuta miracolosa per aver ridato la vista ad un povero muratore cieco.San Fortunato Todi

Si può proseguire a piedi e inerpicarsi verso il centro o, per i meno volenterosi, spostarsi con mezzi a Porta Orvietana e da lì salire con comoda funicolare. In ognuno dei due casi ci si ritrova in prossimità del tempio di San Fortunato, altro imponente edificio sacro. D’obbligo scattare una foto prima di intraprendere la bella e lunga scalata per accedervi (sosta anche per prendere fiato).

Rocca TodiArrivati di fronte alla facciata ci rende conto che è valsa ogni “fatica”. Il portale è semplicemente meraviglioso: fortemente strombato vi sono scolpite scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, Santi, Apostoli e ai lati una Annunciazione. L’interno, dal puro stile gotico, ospita ben tredici cappelle con affreschi, tra cui una bella Madonna con Bambino di Masolino da Panicale, dai colori soffusi. Nella cripta si conservano i resti di San Fortunato e altri Santi insieme a quelli di Jacopone da Todi. Piazza del popolo todi

Usciti dalla chiesa si può girare a sinistra e raggiungere la parte più alta della città dove si trova la Rocca, costruzione rotonda, vecchia fortificazione eretta nel 1373 da Papa Gregorio XI.

Cattedrale TodiTornando indietro con una brevissima passeggiata si arriva a Piazza del Popolo, considerata tra le più belle d’Italia: monumentale, ariosa, dove si concentra l’arte, la storia e lo splendore. Vi si affaccia la Cattedrale dell’XI secolo (all’interno in contrafacciata “Giudizio Universale” di Ferraù di Faenza) e i Palazzi comunali: Palazzo del Capitano, Palazzo del Popolo e Palazzo dei Priori. Negli ultimi due piani dei palazzi comunali si trova il Museo Pinacoteca. Notevole la sala delle ceramiche, affrescata agli inizi del Settecento con storie di Todi e con bella raffigurazione del territorio della città, realizzata nel 1612 dal pittore locale Pietro Paolo Sensini. Fontana Scarnabecco

Si può proseguire verso Piazza Garibaldi per affacciarsi su un ampio panorama verso i Monti Martani e procedere poi per Corso Cavour. A sinistra di Porta Marzia si scende verso i Nicchioni Romani, quattro grandiose absidi a grandi blocchi di travertino che fungevano probabilmente da muro di sostegno alla parete collinare soprastante. Scendendo ancora si arriva alla Fontana di Scarnabecco, dal nome del podestà di Todi, messer Scarnabecco, che la fece costruire per abbeverare i cavalli offerti dal Comune ai cittadini che combattevano per la difesa della città.

TodiRisalendo verso il Corso o la Piazza del Popolo la visita può proseguire tra vicoli e scorci suggestivi. In ogni caso si resterà colpiti dallo stato di conservazione, dal panorama che si apre a 360 gradi, dalla valle del Tevere all’Umbria più interna. E, se si capita tra agosto e settembre, sarà l’occasione per partecipare al Todi Festival, ricca manifestazione culturale di livello internazionale.

Per VISITE GUIDATE a TODI o in altre città dell’UMBRIA e per INFORMAZIONI CONTATTAMI !

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VISITARE ORVIETO E CIVITA DI BAGNOREGIO

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orvieto

Mattina: visita guidata di Orvieto.

Orvieto, antica città etrusca, sorge su di un’enorme piattaforma tufacea. Il percorso di visita comincia da Piazza Cahen dove si trovano la Rocca Albornoz e il Pozzo di San Patrizio, fatto costruire da papa Clemente VII nel 1529 per garantire un approvvigionamento idrico della città in caso di assedio. Si raggiunge la luminosa Piazza del Duomo per ammirare una tra le più grandiose realizzazioni architettoniche medievali in Italia, il Duomo di S. Maria Assunta, dalla incantevole facciata. Percorrendo via del Duomo tra botteghe, negozi e locali caratteristici si arriva alla Torre del Moro e da qui a Piazza del Popolo per ammirare il duecentesco Palazzo omonimo. Si arriva poi a Piazza della Repubblica in cui si affaccia il Palazzo Comunale e la chiesa di S. Andrea. Possibilità di inoltrarsi nel quartiere medievale per visitare la parte più autentica ed affacciarsi sul versante nord della rupe.

Pranzo libero o in ristorante. civita di bagnoregio

Pomeriggio: visita guidata di Civita di Bagnoregio.

Civita di Bagnoregio, chiamata la Città che muore, è un affascinante borgo aggrappato ad uno sperone di roccia tufacea a dominio della bellissima vallata dei calanchi. Unita al mondo soltanto da un lungo e stretto ponte, racchiude un ciuffo di case medievali e una popolazione di pochissime famiglie. Entrati da Porta S. Maria, unica porta di accesso, si possono ammirare alcuni palazzi medievali, i caratteristici profferli (balconi medievali viterbesi), si visita la chiesa di San Donato con il quattrocentesco Crocefisso ligneo di scuola donatelliana, il cortile del Palazzo Vescovile, i resti della casa di San Bonaventura, fino al bellissimo affaccio sui calanchi.

PER VISITE GUIDATE A ORVIETO, CIVITA DI BAGNOREGIO O PER SEMPLICI INFORMAZIONI CONTATTAMI !!! 

LA CHIESA DI SAN VALENTINO DI TERNI

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san valentino terni14 febbraio, festa di San Valentino, degli innamorati e di qualsiasi forma di amore.

Dall’alto della facciata sobria ed elegante della basilica omonima, San Valentino, primo vescovo di Terni, vigila solenne sulla città natale, insieme a Sant’Anastasio.

Sono molte le leggende nate attorno alla figura del santo dell’amore. Una di esse racconta che San Valentino aveva l’abitudine di offrire alle fanciulle e ai giovani che passavano a fargli vista, un fiore del suo giardino. Tra due di questi nacque l’amore, consacrato poi dal santo vescovo con il matrimonio. La loro unione fu talmente salda e serena che molte altre coppie richiedevano la benedizione del vescovo. Secondo un’altra versione il santo riappacificò i due giovani dopo un litigio. San Valentino Terni

Un’altra leggenda racconta che egli coltivasse un proprio giardino dove i fanciulli potessero ritrovarsi e che egli, prima di sera, usasse congedarli con il dono di un fiore a ciascuno con preghiera di recarlo alle mamme quale segno di affetto, di unità familiare e di rispetto. Alcuni studiosi ricollegano a questa vicenda la consuetudine di scambiare regali ogni 14 febbraio con le persone amate.

Si narra ancora della storia d’amore di una fanciulla cristiana di nome Serapia  nei confronti di un pagano di nome Sabino. Quando i due riuscirono a superare le resistenze dei genitori, la ragazza si ammalò gravementre. Al capezzale accorse anche Valentino che esaudì la preghiera di Sabino desideroso di restare per sempre con lei, facendoli addormentare insieme per l’eternità.

San Valentino TerniSecondo alcune fonti poi tre nobili ateniesi, Procolo, Efebo e Apollonio, studiosi di lingua greca, giungono a Roma per dedicarsi allo studio della retorica latina presso il maestro Cratone, il cui unico figlio Cheremone si trova affetto da una incurabile infermità fisica, forse l’epilessia. Cratone, venuto a sapere delle guarigione di un certo Valentino di Terni, lo invita a Roma e il santo vescovo, vegliando sul malato una notte intera, opera il miracolo della guarigione su Cheremone, che deciderà di seguire Valentino insieme ai tre ateniesi.

Questi avvenimenti irritano i pagani che incitano il prefetto romano Placido Furio a decretare la decapitazione di Valentino. Così, durante la persecuzione dell’imperatore Aureliano fu catturato e decapitato a Roma, sulla via Flaminia che collegava l’impero a Terni, il 14 febbraio del 273. Di lì a poco anche Procolo, Efebo e Apollonio saranno condannati alla pena capitale

Sopra la tomba del martire fu costruito un primo edificio nel IV secolo, presso un’antica necropoli paleocristiana. Distrutto nel VI secolo  dai Goti fu poi ricostruito nel secolo successivo. La gestione viene affidata ai Benedettini, fino al XII secolo. San Valentino Terni

Nel 742 la Basilica fu teatro dello storico incontro tra il re longobardo Liutprando e papa Zaccaria. Il luogo d’incontro fu scelto dal sovrano dei Longobardi proprio per la presenza della salma del santo che si diceva avesse proprietà taumaturgiche. In quell’incontro Liutprando donò alla Chiesa di Roma diverse città, tra le quali Sutri, in provincia di Viterbo.

Nel 1603 sotto il pontificato di Paolo V vennero iniziate con successo le ricerche delle reliquie del santo, che si ritenevano essere nascoste proprio sotto l’altare e si decide di edificare una nuova chiesa, la terza basilica, affidata ai  Padri Carmelitani che,  dopo alterne vicende, tengono ancora oggi la custodia. La nuova basilica fu ultimata nel 1618 quando vi furono traslati i resti del corpo del santo ospitati nel frattempo nella cattedrale di Terni.

San ValentinoTerniNel 1693, dopo una nuova ricognizione, le reliquie del santo (parte del cranio, mascella con pochi denti, ossa ed altre parti del corpo) vennero collocate in una statua argentea supina, posta in una’artistica arca di bronzo sotto l’altare maggiore in marmo. Sopra l’altare un dipinto mostra San Valentino che invoca su Terni la protezione della Madonna, opera di pregevole fattura di frate Luca, carmelitano e pittore di scuola fiamminga.

Nella cripta si osserva la cassa marmorea che racchiuse le ceneri dei corpi dei santi martiri Procolo, Efebo e Apollonio. Dalla cripta si accede al Museo (allestito negli anni 1971-72) dove è possibile vedere parte della struttura muraria della primitiva chiesa e in cui si conservano vari reperti venuti alla luce nei vari scavi

San Valentino TerniVenerato in tutto il mondo, il suo culto giunge anche nella chiesa orientale. Molti gli edifici religiosi al di fuori di Terni che portano il suo nome. Tante le richieste di grazie e preghiere che arrivano al santuario da tutto il mondo e che vengono deposte sull’altare del Coro.

Per visitare la chiesa di San Valentino con una guida turistica dell’Umbria CONTATTAMI  !

ORVIETO – CHIESA S. AGOSTINO: “L’ANNUNCIAZIONE” DEL MOCHI . UN’EMOZIONE DA NON PERDERE

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mochi annunciazioneAl visitatore più attento e curioso, ma anche a quello che desidera muoversi oltre il Duomo, consiglio di addentrarsi nel quartiere medievale di Orvieto e, con pochissimi passi, giungere in piazza San Giovenale, dove nelle immediate vicinanze è la ex chiesa di S. Agostino. Di stile gotico, costruita dai frati Agostiniani nel XIII secolo,  mantiene ancora intatti, all’interno, alcuni affreschi della vita del santo titolare. Oggi è sede distaccata del Museo dell’Opera del Duomo per le esposizioni temporanee delle collezioni del Museo stesso. Vi è esposto il complesso scultoreo delle dodici monumentali statue degli Apostoli e Santi protettori, realizzato tra fine XVI e inizi XVII da vari artisti manieristi e lo splendido gruppo dell’Annunciazione (1603-1608) di Francesco Mochi. mochi orvieto

Il complesso scultoreo faceva parte dell’antico arredo del Duomo fino al XIX secolo. Ognuna delle grandi statue si trovava addossata ai pilastri, ai piedi delle colonne nella navata centrale all’interno della cattedrale. Rimosse dalla Cattedrale per cui erano state concepite a seguito dei rigorosi restauri puristi ottocenteschi, sono state a lungo nascoste e collocate nei magazzini dell’Opera del Duomo. Oggi, finalmente ritrovate e liberate, trovano spazio per la loro esposizione in questa sede.

L’Annunciazione, capolavoro del Mochi, era originariamente collocato nella tribuna del Duomo di Orvieto, ai lati dell’altare maggiore

mochi annunciazioneDel Mochi, uno dei rari scultori del seicento, l’unico che potesse competere col Bernini, profondo studioso della scultura rinascimentale, sono note le torsioni delle sue figure, la carica espressiva dei gesti e delle pose.

L’emozione che si prova di fronte al gruppo scultoreo dell’Annunciazione è quasi incontenibile: l’artista sa catturare l’attimo. L’angelo è appena atterato e mostra il suo precario equilibrio. Ancora sospeso in volo e avvolto nell’intreccio scomposto della veste gonfia, col braccio teso verso il cielo. I muscoli sono tesi e il corpo ben tornito. La figura della Vergine,  sorpresa nel suo raccoglimento, volge la testa verso l’angelo, si mostra sorpresa, si ritrae, si protegge nel suo mantello dal pesante panneggio e accetta con fede il messaggio divino. mochi orvieto

Forse si potrebbe dire che con questa tappa si completa, almeno idealmente, la visita al Duomo della città che, come molti edifici, nel tempo ha subito rimaneggiamenti, restauri e, purtroppo, anche perdite. Forse perché è sempre bene andare oltre ciò che vediamo, forse perché ogni monumento ha una sua storia che non è solo quella che ci mostra, io questa meravigliosa esposizione non me la perderei! Un’occasione per affacciarsi sul versante nord della rupe, un modo per godersi l’altra Orvieto, addentrandosi tra vicoli e scorci unici e un’ottima opportunità per appagare i nostri occhi e  i nostri interessi….

Biglietto Museo Opera del Duomo: Palazzo Soliano, Palazzi Papali, Chiesa S. Agostino: € 4,00 interno (€ 3,00 ridotto)

Biglietto unico (Duomo, Cappella San Brizio, Museo Opera Duomo): € 5,00

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LUGNANO IN TEVERINA (TR): L’UMBRIA MINORE ?

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lugnanoSu un colle isolato a 440 mt di altitudine e in posizione panoramica sulla Valle del Tevere, sorge Lugnano in Teverina (Tr), un piccolo borgo dove sta di casa l’antico, la pace e il silenzio.

Insieme alla vicina Amelia, Narni o agli altri piccoli centri dell’area amerina, al confine tra Umbria e Lazio, lungo il basso corso del Tevere, viene spesso fatto rientrare tra gli itinerari minori dell‘Umbria, quelli lontano dai flussi turistici consistenti; ma questo non deve far pensare ad uno scarso valore culturale e anzi, in vista di una sempre più crescente attenzione verso le realtà nascoste, può entrare a far parte, con tutto diritto, di tappe per gite giornaliere, tour o semplici passeggiate.

lugnano in teverina

E’ probabile che la nascita di Lugnano si debba all’abbandono delle campagne sulle rive del fiume per via della malaria e al conseguente trasferimento e popolamento sul colle.

Il mio percorso di visita inizia da Piazza della Rocca, il luogo più alto del paese, un balcone naturale, il posto ideale per gustarsi il panorama verso il Tevere. E’ qui che sorgeva l’antica Rocca di cui non resta più nulla, mentre sono visibili alcuni palazzi nobiliari settecenteschi, tra cui Palazzo Vannicelli.

collegiata santa mariaDalla piazza si prende la via più importante, via Umberto, quella che rappresenta la spina del paese e verso cui confluiscono tutte le altre vie e vicoli del centro storico. Si giunge presto a Piazza S. Maria, centro della vita sociale e dove sorge il monumento più prestigioso di Lugnano:  la Collegiata di S. Maria (XI e XII secolo), tra i migliori esempi di romanico in Umbria:collegiata s. maria

Preceduta da un portico sorretto da colonne tortili e lisce e con decorazioni cosmatesche sull’architrave e sugli archi, la facciata si presenta con grande rosone centrale a doppio giro di colonnine, affiancato da due grifoni e da bifore. Molto ricca la decorazione scultorea. Sopra le colonne sono inseriti i bassorilievi raffiguranti i simboli degli evangelisti. Ai lati sono raffigurati animali ed esseri mostruosi.

Entrando si è colpiti dalla grande varietà scultorea e dal bellissimo pavimento cosmatesco. A tre navate l’edificio presenta il presbiterio fortemente rialzato sulla cripta; quest’ultima è divisa in navatelle da quattro file di colonne con capitelli corinzi e presenta sull’altare un venerato Crocefisso in alabastro.

collegiata s. mariaRipristinati dai restauri gli elementi dell’arredo interno: il recinto presbiteriale, gli amboni, l’iconostasi. Pregevoli lastre raffiguranti S. Giorgio che uccide il drago e la Visitazione sono poste sula fronte della iconostasi. Nell’abside, sopraelevata, si conserva un tabernacolo a sportelli realizzato da Niccolò di Liberatore detto l’Alunno. lugnano

Usciti dalla chiesa si nota, di fronte, Palazzo Pennone. Qualcuno ipotizza che la denominazione derivi dal riferimento al pennone di una nave, per indicare il punto più alto di Lugnano, ma è forse più probabile che provenga dal nome del primo proprietario e committente del palazzo, Antonio Pennoni. Passato in mano ai Vannicelli verrà acquistato dall’Amministrazione ed è oggi sede del Comune.

A questo punto non c’è che da immergersi tra vicoli e piazzette per apprezzare lo stato di conservazione, la cura con cui gli abitanti mantengono le proprie case, pulite e abbellite con fiori. Ogni angolino induce a scattare una foto a immortalare il fascino e una pace quasi surreale.

lugnanoSi può scendere fino a Porta S. Antonio (detta un tempo Porta della Terra di Lugnano), fatta costruire nel IX secolo da Papa Leone IV per la difesa contro i Turchi. Facendo guardia alla porta si sono potuti evitare in passato pericoli di guerre, esportazione delle derrate alimentare nei momenti di carestia o la diffusione della peste impedendo l’ingresso agli ammalati-

Dalla porta si snoda la strada di circonvallazione che costeggia le vecchie mura e lungo le quali sono ancora ben visibili parti delle mura di difesa e resti di antichi torrioni inglobati nelle abitazioni. lugnano in teverina

In auto o a piedi si può arrivare fino al Museo Civico, allestito all’interno della ex Fabbrica e che io trovo molto interessante.  L’esposizione prevede due sezioni: quella dedicata alla prima guerra mondiale con reperti e ricostruzioni della Grande Guerra, che permettono al visitatore di calarsi nella drammatica realtà storica rappresentata; e quella adibita ad Antiquarium con reperti provenienti dagli scavi di Villa Romana di Poggio Gramignano,la villa del I secolo a. C. che  dopo essere abbandonata nel ‘5oo o ‘600 venne utilizzata come Cimitero dei Bambini (nel museo sono visibili due tombe di neoanti con i resti umani).

20140204_121222Umbria minore perché Lugnano conta poco più di mille anime? Umbria minore perché lontana dalle grandi rotte? Ma cosa fa davvero la differenza? Anche San Francesco qui passò ed operò uno dei suoi miracoli. E a Lugnano non si può non apprezzare pace, natura e fascino.

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ORVIETO: NON SOLO DUOMO

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rupe orvietoUna visita ad Orvieto troppo spesso si esaurisce col recarsi al Duomo (la cui maestosa facciata potrebbe avere tutto il senso del viaggio), al pozzo di San Patrizio, con un salto a Piazza del Popolo per ammirare il Palazzo omonimo e concludersi con l’arrivo a Piazza della Repubblica per uno sguardo al Palazzo del Comune e magari una visita alla chiesa di S. Andrea. s. giovenale

Anche chi va e torna ad Orvieto più volte, non sa che oltre il tradizionale cerchio, il classico giro, c’è tutta un’altra parte affascinante della città: parliamo di uno dei rioni più caratteristici, di quell’area opposta a piazzale Cahen e che si conclude con l’uscita da Porta Maggiore ( il più antico ingresso, di epoca etrusco-romana), sullo strapiombo di tufo; quella zona dove più si respira medioevo vissuto, lontano dal flusso più turistico e noto ma non per questo meno interessante dal punto di vista sia architettonico che artistico.

mochi annunciazioneLa spina del quartiere è Via della Cava, probabile tratto del decumano, che insieme alle vie laterali, intersecate da stretti vicoli, presentano molti edifici due-trecenteschi in tufo o in basalto, con porte e finestre ogivali o a tutto sesto con interessanti scorci prospettici.

Si arriva a Piazza San Giovenale, di fronte agli spalti della rupe, per godere un ampio panorama. La chiesa di San Giovenale (attualmente in restauro), tra i più importanti edifici religiosi della città, risale al VII/VIII secolo; mentre l’attuale edificio, ricostruito intorno all’anno Mille, è più volte rimaneggiato nei secoli fino ad un restauro che l’ha riportato alle forme primitive e che ha riscoperto  notevoli affreschi di pregevole fattura che vanno a formare una sorta di museo della pittura orvietana del Duecento e Trecento. POZZO CAVA

Nelle immediate vicinanze è la ex chiesa di S. Agostino, di stile gotico, costruita dai frati Agostiniani, che mantiene ancora intatti alcuni affreschi della vita del santo titolare ed oggi sede distaccata del Museo per le esposizioni temporanee delle collezioni del Museo dell’Opera del Duomo. Vi è esposto il complesso scultoreo delle dodici monumentali statue degli Apostoli e Santi protettori, realizzato tra fine XVI e inizi XVII da vari artisti manieristi e lo splendido gruppo dell’Annunciazione (1603-1608) di Francesco Mochi.

san giovanni orvietoSu via della Cava è presente l’ingresso ad un grandioso sito archeologico, detto Pozzo della Cava, con enormi sotterranei e decine di grotte, cunicoli e pozzetti etruschi.

Risalendo il bordo della rupe verso sud ovest, dalla parte opposta a San Giovenale, si raggiunge Piazza san Giovanni, con l’omonima chiesa e convento, con chiostro del Cinquecento. 

Proseguendo ancora lungo gli spalti  si arriva a Porta Romana, innalzata per volontà di papa Pio VII nel 1822. Da qui è possibile risalire verso il cuore della città, certi ormai di non aver perso quella parte di Orvieto, la più autentica.

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