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A PORANO (TR), TRA LE TOMBE HESCANAS E GOLINI

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Al confine tra Lazio e Umbria, tra l’alta Tuscia e il territorio orvietano, si trova Porano, piccolo borgo medievale posto in collina, da cui si gode uno splendido panorama su tutto il territorio circostante nonché sul Duomo dell’importante città umbra. Notevole è il patrimonio storico, archeologico e ambientale del comune poranese.Porano

Grazie a Mirko Pacioni, responsabile dell‘Associazione Acqua, che da anni svolge attività di promozione e valorizzazione del territorio, è possibile visitare i siti di maggiore interesse. Prima tappa a Villa Paolina, dimora storica con il parco settecentesco, alberi secolari e tipici giardini all’italiana, che ospita, presso l’ex limonaia, il Centro Visite PAOO (Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano).

Villa Paolina

 

Ci si sposta in località Settecamini e Molinella per ammirare i siti archeologici di epoca etrusca: la Tomba Hescanas e le tombe Golini I e II (IV sec. a. C.), le uniche testimonianze pittoriche etrusche dell’intera regione e di tutto il comprensorio volsiniese, che dimostrano come questo luogo fosse stato scelto dall’aristocrazia dell’antica Volsini del IV-II sec. a.C. per erigere le proprie ville e le sontuose sepolture. Si tratta di tombe a camera, scavate nel terreno, decorate da pitture anche di notevole qualità.  La tomba Hescana  (dal nome della famiglia che la fece costruire), scoperta nel 1883, è costituita da una camera quadrangolare con tetto a spiovente, nella quale si arriva attraverso un lungo dromos.Tomba Hescana I suggestivi affreschi (viaggio del defunto nell’oltretomba, riti e banchetti, cortei di personaggi)  sono ancora oggi visibili sul posto, purtroppo in parte deteriorati. Per questo, circa dieci anni dopo la scoperta, furono commissionati alcuni disegni ad acquarello su tela, realizzando delle copie molto fedeli agli originali e oggi visibili presso il Centro Visite PAAO.

Tomba HescanaLe tombe Golini I e II (dal nome dello scopritore) furono rinvenute nel 1863 e, per il modesto stato di conservazione,  si decise negli anni ’50 di effettuare il distacco delle pitture delle pareti (i cui soggetti riguardano i riti funebri legati al passaggio del defunto nell’oltretomba), oggi visibili presso il Museo Archeologico Nazionale di Orvieto, insieme a molti oggetti rinvenuti nei sepolcri.

Tomba Golini

Nel centro storico, a ridosso del paese, si fa notare Castel Rubello, dimora fortificata del XIII secolo, con le sue torri e mura imponenti. Da Porano, in un contesto paesaggistico e naturalistico davvero attraente, è anche possibile effettuare escursioni a piedi, a cavallo e in bici.

 

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LA SCARZUOLA (MONTEGABBIONE – TR). UN VIAGGIO DELL’ANIMA

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scarzuolaLa strada per arrivare non è tra le più comode, qualche curva e  l’ultimo tratto sterrato, ma preannuncia un luogo magico e non a caso lontano dalle grandi rotte, adatto solo a chi vuole ricercare un posto diverso.  O semplicemente se stesso. La Scarzuola si trova a 39 km da Orvieto, a pochi minuti dal comune di Montegabbione (Tr), a circa 500 mt di quota.

scarzuola

Il sito fu scelto già da San Francesco di Assisi come luogo di ritiro e meditazione e qui vi costruì una capanna con le scarse, una pianta palustre, da cui deriverebbe il nome. In memoria di ciò i Conti di Marsciano vi eressero una chiesa e un convento affidati ai Frati Minori, che vi rimasero fino agli ultimi anni del ‘700 , quando ne diventano i proprietari i Marchesi Misciatelli di Orvieto.  

scarzuolaNel 1957 il celebre architetto milanese Tomaso Buzzi,  uomo di grande cultura, ne acquistò la proprietà creandovi la sua città ideale e surreale e ne fece una metafora dell’esistenza.

E’ Marco Solari che ci accoglie e ci accompagna. E’ lui il proprietario dal 1981, il pronipote e l’erede di Buzzi. E’ lui che continua la costruzione, utilizzando i progetti lasciati dallo zio, anche se non potrà aggiungere altro, relativamente alle strutture esteriori, visto che l’opera è vincolata dalla Soprintendenza dagli anni settanta. scarzuola

Il cancello immette in un cortile d’accesso al convento dove è visibile una serie di 14 tavole in terracotta raffiguranti la Via Crucis, opera settecentesca. Si entra nella chiesa che contiene affreschi (a partire dal XIII secolo) di notevole importanza e arredi seicenteschi. Lo stupendo giardino adiacente il complesso contiene numerose varietà vegetali e un numero consistente di cipressi. scarzuola

Un percorso simbolico, esoterico, alchemico e di meditazione, in cui si incontrano luoghi a forma di scene teatrali che simboleggiano il viaggio dell’ anima, il cammino della vita. Una vita senza schemi, un cerchio che si chiude, il ritorno alla madre terra, un giro carico di significati, a volte non del tutto comprensibili ma che fanno riflettere sul senso del tutto, sul presente, sui valori, sull’anticonformismo. Ognuno può trovarci quello che più lo ispira. scarzuola

Prima di lasciarci il bizzarro Marco stringe a tutti la mano e ci congeda dicendo: “Andate e diffondete musica e colore….”.  Beh, effettivamente mi sembra di sentirmi meno vittima del sistema, più libera. E mi auguro che non finisca qui…..

 

 

LA NECROPOLI DEL CROCEFISSO DEL TUFO

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Le necropoli etrusche di Orvieto si trovano ai piedi della rupe e da esse è stata ricavata una grande quantità di reperti raccolti in parte nei musei della città , in parte nei musei italiani e stranieri. necropoli crocefisso del tufo

La più grande e importante necropoli è quella del Crocefisso del tufo (VI – III sec. a. C.) posta sul versante nord della rupe e così chiamata per un crocefisso cinquecentesco scolpito nel tufo nei pressi dell’area sepolcrale.

Le prime notizie di ritrovamenti nella zona risalgono alla fine del Settecento, ma le ricerche più intense si hanno nel corso dell’Ottocento, quando una parte della necropoli fu espropriata e resa visitabile.

Necropoli etrusca del Crocifisso del TufoLa necropoli è di particolare interesse per l’impianto urbanistico, tanto da far sembrare il complesso una vera e propria città. Da una strada principale si diramano le strade secondarie dove si trovano le tombe. Il terreno risulta diviso in lotti in modo che ogni famiglia fosse proprietaria di uno o più di tali appezzamenti. L’area è costituita da decine di tombe a camera, singole o doppie, per lo più a pianta rettangolare, costruite in blocchi di tufo squadrati e murati a secco e allineate lungo le vie sepolcrali impostate su assi ortogonali. Le tombe erano chiuse da un lastrone di tufo interno e da una serie di blocchi di tufo allineati con le pareti esterne; fra il lastrone e il muro vi era un riempimento di terra. necropoli crocefisso del tufo

Durante l’arco di utilizzazione della necropoli veniva praticata sia l’incinerazione che l’inumazione. All’interno delle camere sono costruite le banchine per la deposizione dei defunti, di solito una lungo la parete di fondo e una lungo una parete laterale. Sull’architrave delle tombe si trova frequentemente un’iscrizione che riporta il nome del defunto o della famiglia, presentando la formula di possesso secondo cui è la tomba che parla: “io sono di…” e che costituisce una delle più antiche e consistenti testimonianze epigrafiche etrusche arcaiche.

INGRESSI:

€ 3,00 interno

€ 1,50 ridotto (18-25 anni)

Gratuito over 65 anni e under 18

€ 5,00 cumulativo necropoli + museo archeologico nazionale

ORARI:

Estivo: 8:30 – 19:00

Invernale: 8:30 – 17:00

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LA CHIESA DI SANT’ANDREA

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Chiesa S. AndreaFa da sfondo a Piazza della Repubblica la chiesa di Sant’Andrea, una delle più importanti sedi civili e religiose della città, dove si stipulavano patti, alleanze, si creavano vescovi e cardinali, si compivano atti del Comune e dove sono stati ospitati diversi personaggi illustri: Innocenzo III che vi bandì la quarta Crociata (1201) o Martino IV incoronato papa (1281) alla presenza di Carlo d’Angiò.

E’ costruita su un antico tempio etrusco, al quale si sovrappose una basilica paleocristiana del VI secolo, come testimonierebbero i muri in grandi blocchi di tufo riportati alla luce e i resti del pavimento originario a mosaici geometrici, sotto la chiesa attuale in un palinsesto che va dal villanoviano al basso medioevo.

Chiesa S. AndreaLa chiesa attuale appartiene al XII secolo, viene rimaneggiata nel XIV secolo e in parte ai primi del XVI secolo.

Nel 1926 subisce il restauro totale della facciata, con la ricostruzione anche della torre dodecagona, su cui si aprono strette bifore e dove vengono posti numerosi stemmi e il coronamento merlato; col restauro sono inserite in facciata anche la scultura della lunetta del portale e la vetrata del rosone. Pulpito S. Andrea

Chiesa S. Andrea L’interno è suddiviso in tre navate da otto colonne monolitiche di granito orientale (materiale di recupero del II secolo) con capitelli cinquecenteschi, ha copertura a capriate e vi si notano: il pulpito cosmatesco con le decorazioni a mosaico; il Sepolcro Magalotti del XIV secolo, di puro stile gotico, eseguito da scultori seguaci di Arnolfo di Cambio e recante sul fondo un affresco di scuola senese con la Madonna e Figlio; un brano di affresco Figura maschile tra paraste, di scuola del Signorelli (XV scolo), un altare ligneo attribuito a Ippolito Scalza, una tela di Cesare Nebbia con l’Annunciazione e numerosi gli affreschi o gli avanzi trecenteschi di scuola orvietana.

Per visitare la Chiesa di Sant’Andrea, gli scavi e per VISITE GUIDATE a ORVIETO contattami!

Palazzo del Popolo

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Palazzo del popolo

Nel 1250 fu creato a Orvieto il primo Capitano del Popolo, una nuova figura politico-militare che si affiancò a quella dei consoli e del podestà. Per questo alla fine del XIII secolo venne eretto dalle fondamenta, in pietra basaltica e tufo, il Palazzo del Popolo,  costruzione di puro stile romanico, mentre la demolizione di case private e torri diede luogo all’ampia e centrale Piazza del Popolo (1281-1284), nuovo fulcro della rinnovata gerarchia urbana.

Il progetto iniziale prevedeva una loggia porticata  al pian terreno, destinata a luogo di mercato e di riunioni e un vasto salone al primo piano, ma durante i lavori fu ampliato per contenere la residenza del capitano del popolo e arricchito della torre campanaria e dal posizionamento dell’ampio scalone sul fianco sinistro. Nel 1316 sul campanile venne fusa e issata la Campana del Popolo, con i simboli delle Arti.

L’edificio subì successivamente diversi interventi anche in vista delle diverse funzione che andava assumendo (sede del podestà e del governatore). Nel 1480 furono demoliti gli arconi originali del salone superiore e sostituiti con tetto a capriate, finché nel XVII secolo venne destinato a Monte di Pietà al pian terreno e a teatro nel piano superiore.

Risale alla fine dell’Ottocento il ripristino alle forme originarie, con il coronamento a merli ghibellini. Lasciato temporaneamente senza destinazione, nel 1987-89 l’ultimo restauro lo ha reso nuovamente funzionante come centro congressi.

Sulla fronte del piano superiore si aprono le bellissime trifore che illuminano l’ampio salone delle assemblee popolari e dove è ancora visibile parte degli affreschi originali.

La piazza è circondata da une serie di edifici storici: la chiesa di San Bernardo e la chiesa di San Carlo, Palazzo Bracci (progettato dal Vespignani), Palazzo dei Sette con elegante cortile, la romanica chiesetta di San Rocco con portale rinascimentale e palazzo Simoncelli.

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La Rocca Albornoz

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Rocca Albornoz

Fu costruita come fortezza sull’estremità orientale della rupe per volere del cardinale Albornoz (legato di Papa Innocenzo VI) nel 1364, nel tentativo di restaurare il potere su tutte le città sottomesse allo Stato pontificio durante il periodo avignonese. Distrutta nel 1390, pochi anni dopo la sua edificazione e nel corso di lotte intestine alla città, venne ricostruita nel 1450 – 52 per volontà di Niccolò V con l’aggiunta del torrione circolare. La fortezza fu poi completata da Paolo II e Urbano VIII (1620) e fu poi restaurata da Alessandro VII. Restò in funzione come struttura militare per tutto il Settecento. In seguito il complesso iniziò a decadere e nel 1888 i fossati furono riempiti per i lavori della funicolare. Oggi la rocca è stata sistemata a giardino pubblico e al centro è stato edificato un Anfiteatro diurno per gli spettacoli, con gradinate e un ordine di palchi per le corse dei cavalli.

Di forma quadrilatera con una costruzione a fianco della porta e altre strutture lungo le mura, la rocca era protetta da un fossato con due ponti levatoi.

Ancora visibile la Porta Postierla o della Rocca, di forma ogivale a duplice arcata, secondo lo stile gotico di tardo Duecento. In alto, in una nicchia, era custodita la statua di Bonifacio VIII del XIII secolo.

Percorrendo gli spalti è possibile godere di uno splendido panorama sulla campagna circostante Orvieto.

Per visitare ORVIETO con una GUIDA TURISTICA AUTORIZZATA contattami !

ORARI ROCCA (GIARDINO COMUNALE):

Dal 1/05 al 30/09: dalle ore 8:00 alle 19:30

Dal 01/10 al 30/04: dalle ore 8:00 alle 16:30

Il Pozzo di San Patrizio

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pozzo san Patrizio

Il nome pare derivi dalla somiglianza con la grotta in Irlanda dove il santo patrono Patrizio usava ritirarsi in preghiera o dall’usanza dei frati del vicino Convento dei Servi di Maria di recarvisi per fare penitenza purificando le proprie colpe. Fu commissionato da papa Clemente VII quando, a seguito del sacco di Roma del 1527, il pontefice volle assicurarsi un approvvigionamento idrico in caso di assedio, così oltre ad altro pozzo e due cisterne in città, ordinò ad Antonio da Sangallo il Giovane (che si stava occupando delle fortificazioni della rupe) la costruzione di un pozzo ad uso esclusivo della Rocca.

Si tratta di un cilindro profondo 62 metri scavato nel tufo fin quasi a metà e poi costruito a mattoni e formato da due rampe elicoidali indipendenti e non comunicanti di 248 gradini, una per la discesa una per la risalita in modo da non intralciare persone e animali da soma che qui si recavano per attingere l’acqua. Il pozzo è illuminato dall’alto attraverso grandi finestroni a monofora.

pozzo san patrizio

A completamento di questa complessa opera, nel 1537 papa Paolo III fece costruire una larga e bassa costruzione cilindrica  in mattoni ornata dallo stemma di famiglia (gigli farmesiani).

Durante gli scavi per la realizzazione del pozzo furono trovati corredi funerari di tombe etrusche, giustificati forse dalla presenza a pochi metri del Tempio di Belvedere, databile al V secolo a.C. e probabilmente dedicato alla dea etrusca Tinia.

Per visitare IL POZZO DI SAN PATRIZIO

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ORARI POZZO SAN PATRIZIO:

Gennaio-Febbraio-Novembre-Dicembre: 10.00 – 16:45

Marzo-Aprile-Sette,bre-Ottobre: 9:00 – 18:45

Maggio-Giugno-Luglio-Agosto: 9:00 – 19:45

BIGLIETTO:

€ 5 intero – € 3,50 ridotto (gruppi, studenti, over 65 ecc).