guida turistica orvieto

VISITARE ORVIETO E PARCO DEI MOSTRI DI BOMARZO

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OrvietoOrvieto, antica città etrusca, sorge su di un’enorme piattaforma tufacea. La visita di Orvieto comincia da Piazza Cahen dove si trovano la Rocca Albornoz e il Pozzo di San Patrizio, fatto costruire da papa Clemente VII nel 1529 per garantire un approvvigionamento idrico della città in caso di assedio. Si raggiunge la luminosa Piazza del Duomo per ammirare una tra le più grandiose realizzazioni architettoniche medievali in Italia, il Duomo di S. Maria Assunta, dalla incantevole facciata. Percorrendo via del Duomo tra botteghe, negozi e locali caratteristici si arriva alla Torre del Moro e da qui a Piazza del Popolo per ammirare il duecentesco Palazzo omonimo. Si arriva poi a Piazza della Repubblica in cui si affaccia il Palazzo Comunale e la chiesa di S. Andrea. Possibilità di inoltrarsi nel quartiere medievale per visitare la parte più autentica ed affacciarsi sul versante nord della rupe.

Pranzo libero o in ristorante.  Parco dei mostri

Il Parco dei Mostri di  Bomarzo o “Sacro Bosco” è un complesso artistico e culturale unico al mondo nel suo genere. Fu voluto da Vicino Orsini nel XVI secolo, “sol per sfogar il core” ed ospita numerose sculture fantasiose e grottesche scolpite in massi vulcanici di peperino. Si consiglia di visitare il parco con una guida turistica, per comprendere il difficile significato del percorso di discese e risalite, in un viaggio tra l’esoterico, il mistero, la mitologia, la liberazione, l’inferno e i paradiso. Tra le mostruose figure spiccano quelle dell’orco, del drago, della tartaruga gigante, della casa pendente. Adatto a bambini, adulti e meno giovani!

PER VISITARE ORVIETO E IL PARCO DEI MOSTRI CON UNA GUIDA TURISTICA O PER SEMPLICI INFORMAZIONI CONTATTAMI !!!

VISITARE ORVIETO E LAGO DI BOLSENA

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orvieto

Mattina: visita guidata di Orvieto

Orvieto, antica città etrusca, sorge su di un’enorme piattaforma tufacea. Il percorso di visita comincia da Piazza Cahen dove si trovano la Rocca Albornoz e il Pozzo di San Patrizio, fatto costruire da papa Clemente VII nel 1529 per garantire un approvvigionamento idrico della città in caso di assedio. Si raggiunge la luminosa Piazza del Duomo per ammirare una tra le più grandiose realizzazioni architettoniche medievali in Italia, il Duomo di S. Maria Assunta, dalla incantevole facciata. Percorrendo via del Duomo tra botteghe, negozi e locali caratteristici si arriva alla Torre del Moro e da qui a Piazza del Popolo per ammirare il duecentesco Palazzo omonimo. Si arriva poi a Piazza della Repubblica in cui si affaccia il Palazzo Comunale e la chiesa di S. Andrea. Possibilità di inoltrarsi nel quartiere medievale per visitare la parte più autentica ed affacciarsi sul versante nord della rupe.

Pranzo libero o in tipico ristorante. 

Pomeriggio: visita guidata di Bolsenabolsena

Bolsena è un pittoresco borgo situato direttamente sulle rive del pittoresco lago, il più grande specchio d’acqua d’origine vulcanica in Europa e il quinto per dimensioni in Italia. Da visitare a Bolsena: sul punto più alto spicca il castello Monaldeschi, mentre una piacevole passeggiata per il borgo medievale permettere di osservare numerosi scorci suggestivi sul lago. Il monumento più notevole è la Collegiata romanica di S. Cristina, famosa per il miracolo eucaristico che indusse il papa Urbano IV ad istituire la festa del “Corpus Domini” e al cui interno si conservano i resti del corpo della giovane martire e le reliquie del miracolo. Possibilità di effettuare il giro del Lago in battello o di visitare un frantoio per degustare l’olio di Bolsena.

 PER VISITARE ORVIETO E BOLSENA CON GUIDA TURISTICA O PER INFORMAZIONI CONTATTAMI !!!

TOUR PASQUA 2014

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Bellissima Pasqua quella trascorsa con i simpaticissimi amici della Valcamonica!

todi piazza del popolo

Un tour tra Lazio e Umbria con soggiorno sul Lago di Bolsena! Il nostro incontro è in hotel da dove si parte alla volta di Todi, attraversando Orvieto e il Lago di Corbara. Antica città umbra sita su un colle scelto, secondo la leggenda, da un’aquila (oggi simbolo comunale), ha nella magnifica Piazza del Popolo il proprio fulcro fin dai tempi antichi: vi si affacciano la Cattedrale e i Palazzi pubblici.

todi palazzo dei priori

Si prosegue per Spoleto dove ci si ferma a mangiare i tipici strangozzi in un caratteristico e accogliente locale! Dopo pranzo si passeggia per la bella città sede del festival dei due Mondi. Magnifico il Duomo di S. Maria Assunta con bella facciata dagli otto rosoni e all’interno l’abside affrescato da Filippo Lippi. La camminata prosegue verso la vista sul Ponte delle torri e il Monteluco (da lucus, bosco sacro), dove San Francesco, secondo la leggenda, fece sgorgare acqua freschissima e dove piccole grotte di mistica atmosfera furono scelte da eremiti per il ritiro e la preghiera.

duomo spoleto

Si riprende il pullman per l’ultima tappa del giorno: Cascata delle Marmore! L’impatto visivo suscita sempre meraviglia e stupore e da vicino i tre salti sono ancora più sorprendenti. Si parte dal belvedere inferiore per percorrere il sentiero n. 2, quello che ti permette un incontro più ravvicinato con le acque. Qualche coraggioso sale fino al belvedere superiore. Il fragore delle acque, l’energia che sprigionano, concludono in bellezza l’intensa giornata in Umbria.

cascata marmore

Secondo giorno dedicato alla Tuscia, antica terra etrusca. Si visita Tuscania, bellissima cittadina medievale in provincia di Viterbo, incorniciata da uno splendido paesaggio collinare su cui si trovano due gioielli dell’architettura romanica: San Pietro e Santa maria Maggiore. Proseguimento verso Tarquinia, per conoscere le radici etrusche della zona. Il palazzo Vitelleschi ospita il museo archeologico etrusco dove sono raccolti preziosi reperti che vanno dai sarcofagi, alle ceramiche di corredo funebre agli affreschi staccati dalle tombe e ricollocati in appositi spazi.

il butto medievale

Il nostro giro si conclude a Viterbo, la città dei papi, la vecchia città etrusca oggi cinta da mura medievali. Numerose le fontane che animano le piazze, incantevole il quartiere medievale di San pellegrino, con le architetture intatte e i numerosi profferli (i balconi tipici del viterbese).

Ci salutiamo qui, nella mia città, l’allegro gruppo proseguirà ancora un giorno verso la Toscana, prima di rientrare. Io li ringrazio ad uno ad uno per il calore, la simpatia e l’interesse mostrato! Ciao Valcamonica!!!

VISITARE ORVIETO E CIVITA DI BAGNOREGIO

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orvieto

Mattina: visita guidata di Orvieto.

Orvieto, antica città etrusca, sorge su di un’enorme piattaforma tufacea. Il percorso di visita comincia da Piazza Cahen dove si trovano la Rocca Albornoz e il Pozzo di San Patrizio, fatto costruire da papa Clemente VII nel 1529 per garantire un approvvigionamento idrico della città in caso di assedio. Si raggiunge la luminosa Piazza del Duomo per ammirare una tra le più grandiose realizzazioni architettoniche medievali in Italia, il Duomo di S. Maria Assunta, dalla incantevole facciata. Percorrendo via del Duomo tra botteghe, negozi e locali caratteristici si arriva alla Torre del Moro e da qui a Piazza del Popolo per ammirare il duecentesco Palazzo omonimo. Si arriva poi a Piazza della Repubblica in cui si affaccia il Palazzo Comunale e la chiesa di S. Andrea. Possibilità di inoltrarsi nel quartiere medievale per visitare la parte più autentica ed affacciarsi sul versante nord della rupe.

Pranzo libero o in ristorante. civita di bagnoregio

Pomeriggio: visita guidata di Civita di Bagnoregio.

Civita di Bagnoregio, chiamata la Città che muore, è un affascinante borgo aggrappato ad uno sperone di roccia tufacea a dominio della bellissima vallata dei calanchi. Unita al mondo soltanto da un lungo e stretto ponte, racchiude un ciuffo di case medievali e una popolazione di pochissime famiglie. Entrati da Porta S. Maria, unica porta di accesso, si possono ammirare alcuni palazzi medievali, i caratteristici profferli (balconi medievali viterbesi), si visita la chiesa di San Donato con il quattrocentesco Crocefisso ligneo di scuola donatelliana, il cortile del Palazzo Vescovile, i resti della casa di San Bonaventura, fino al bellissimo affaccio sui calanchi.

PER VISITE GUIDATE A ORVIETO, CIVITA DI BAGNOREGIO O PER SEMPLICI INFORMAZIONI CONTATTAMI !!! 

ORVIETO – CHIESA S. AGOSTINO: “L’ANNUNCIAZIONE” DEL MOCHI . UN’EMOZIONE DA NON PERDERE

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mochi annunciazioneAl visitatore più attento e curioso, ma anche a quello che desidera muoversi oltre il Duomo, consiglio di addentrarsi nel quartiere medievale di Orvieto e, con pochissimi passi, giungere in piazza San Giovenale, dove nelle immediate vicinanze è la ex chiesa di S. Agostino. Di stile gotico, costruita dai frati Agostiniani nel XIII secolo,  mantiene ancora intatti, all’interno, alcuni affreschi della vita del santo titolare. Oggi è sede distaccata del Museo dell’Opera del Duomo per le esposizioni temporanee delle collezioni del Museo stesso. Vi è esposto il complesso scultoreo delle dodici monumentali statue degli Apostoli e Santi protettori, realizzato tra fine XVI e inizi XVII da vari artisti manieristi e lo splendido gruppo dell’Annunciazione (1603-1608) di Francesco Mochi. mochi orvieto

Il complesso scultoreo faceva parte dell’antico arredo del Duomo fino al XIX secolo. Ognuna delle grandi statue si trovava addossata ai pilastri, ai piedi delle colonne nella navata centrale all’interno della cattedrale. Rimosse dalla Cattedrale per cui erano state concepite a seguito dei rigorosi restauri puristi ottocenteschi, sono state a lungo nascoste e collocate nei magazzini dell’Opera del Duomo. Oggi, finalmente ritrovate e liberate, trovano spazio per la loro esposizione in questa sede.

L’Annunciazione, capolavoro del Mochi, era originariamente collocato nella tribuna del Duomo di Orvieto, ai lati dell’altare maggiore

mochi annunciazioneDel Mochi, uno dei rari scultori del seicento, l’unico che potesse competere col Bernini, profondo studioso della scultura rinascimentale, sono note le torsioni delle sue figure, la carica espressiva dei gesti e delle pose.

L’emozione che si prova di fronte al gruppo scultoreo dell’Annunciazione è quasi incontenibile: l’artista sa catturare l’attimo. L’angelo è appena atterato e mostra il suo precario equilibrio. Ancora sospeso in volo e avvolto nell’intreccio scomposto della veste gonfia, col braccio teso verso il cielo. I muscoli sono tesi e il corpo ben tornito. La figura della Vergine,  sorpresa nel suo raccoglimento, volge la testa verso l’angelo, si mostra sorpresa, si ritrae, si protegge nel suo mantello dal pesante panneggio e accetta con fede il messaggio divino. mochi orvieto

Forse si potrebbe dire che con questa tappa si completa, almeno idealmente, la visita al Duomo della città che, come molti edifici, nel tempo ha subito rimaneggiamenti, restauri e, purtroppo, anche perdite. Forse perché è sempre bene andare oltre ciò che vediamo, forse perché ogni monumento ha una sua storia che non è solo quella che ci mostra, io questa meravigliosa esposizione non me la perderei! Un’occasione per affacciarsi sul versante nord della rupe, un modo per godersi l’altra Orvieto, addentrandosi tra vicoli e scorci unici e un’ottima opportunità per appagare i nostri occhi e  i nostri interessi….

Biglietto Museo Opera del Duomo: Palazzo Soliano, Palazzi Papali, Chiesa S. Agostino: € 4,00 interno (€ 3,00 ridotto)

Biglietto unico (Duomo, Cappella San Brizio, Museo Opera Duomo): € 5,00

 Per visite guidate a Orvieto con guida turistica autorizzata o per informazioni

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ORVIETO: NON SOLO DUOMO

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rupe orvietoUna visita ad Orvieto troppo spesso si esaurisce col recarsi al Duomo (la cui maestosa facciata potrebbe avere tutto il senso del viaggio), al pozzo di San Patrizio, con un salto a Piazza del Popolo per ammirare il Palazzo omonimo e concludersi con l’arrivo a Piazza della Repubblica per uno sguardo al Palazzo del Comune e magari una visita alla chiesa di S. Andrea. s. giovenale

Anche chi va e torna ad Orvieto più volte, non sa che oltre il tradizionale cerchio, il classico giro, c’è tutta un’altra parte affascinante della città: parliamo di uno dei rioni più caratteristici, di quell’area opposta a piazzale Cahen e che si conclude con l’uscita da Porta Maggiore ( il più antico ingresso, di epoca etrusco-romana), sullo strapiombo di tufo; quella zona dove più si respira medioevo vissuto, lontano dal flusso più turistico e noto ma non per questo meno interessante dal punto di vista sia architettonico che artistico.

mochi annunciazioneLa spina del quartiere è Via della Cava, probabile tratto del decumano, che insieme alle vie laterali, intersecate da stretti vicoli, presentano molti edifici due-trecenteschi in tufo o in basalto, con porte e finestre ogivali o a tutto sesto con interessanti scorci prospettici.

Si arriva a Piazza San Giovenale, di fronte agli spalti della rupe, per godere un ampio panorama. La chiesa di San Giovenale (attualmente in restauro), tra i più importanti edifici religiosi della città, risale al VII/VIII secolo; mentre l’attuale edificio, ricostruito intorno all’anno Mille, è più volte rimaneggiato nei secoli fino ad un restauro che l’ha riportato alle forme primitive e che ha riscoperto  notevoli affreschi di pregevole fattura che vanno a formare una sorta di museo della pittura orvietana del Duecento e Trecento. POZZO CAVA

Nelle immediate vicinanze è la ex chiesa di S. Agostino, di stile gotico, costruita dai frati Agostiniani, che mantiene ancora intatti alcuni affreschi della vita del santo titolare ed oggi sede distaccata del Museo per le esposizioni temporanee delle collezioni del Museo dell’Opera del Duomo. Vi è esposto il complesso scultoreo delle dodici monumentali statue degli Apostoli e Santi protettori, realizzato tra fine XVI e inizi XVII da vari artisti manieristi e lo splendido gruppo dell’Annunciazione (1603-1608) di Francesco Mochi.

san giovanni orvietoSu via della Cava è presente l’ingresso ad un grandioso sito archeologico, detto Pozzo della Cava, con enormi sotterranei e decine di grotte, cunicoli e pozzetti etruschi.

Risalendo il bordo della rupe verso sud ovest, dalla parte opposta a San Giovenale, si raggiunge Piazza san Giovanni, con l’omonima chiesa e convento, con chiostro del Cinquecento. 

Proseguendo ancora lungo gli spalti  si arriva a Porta Romana, innalzata per volontà di papa Pio VII nel 1822. Da qui è possibile risalire verso il cuore della città, certi ormai di non aver perso quella parte di Orvieto, la più autentica.

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LA SCARZUOLA (MONTEGABBIONE – TR). UN VIAGGIO DELL’ANIMA

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scarzuolaLa strada per arrivare non è tra le più comode, qualche curva e  l’ultimo tratto sterrato, ma preannuncia un luogo magico e non a caso lontano dalle grandi rotte, adatto solo a chi vuole ricercare un posto diverso.  O semplicemente se stesso. La Scarzuola si trova a 39 km da Orvieto, a pochi minuti dal comune di Montegabbione (Tr), a circa 500 mt di quota.

scarzuola

Il sito fu scelto già da San Francesco di Assisi come luogo di ritiro e meditazione e qui vi costruì una capanna con le scarse, una pianta palustre, da cui deriverebbe il nome. In memoria di ciò i Conti di Marsciano vi eressero una chiesa e un convento affidati ai Frati Minori, che vi rimasero fino agli ultimi anni del ‘700 , quando ne diventano i proprietari i Marchesi Misciatelli di Orvieto.  

scarzuolaNel 1957 il celebre architetto milanese Tomaso Buzzi,  uomo di grande cultura, ne acquistò la proprietà creandovi la sua città ideale e surreale e ne fece una metafora dell’esistenza.

E’ Marco Solari che ci accoglie e ci accompagna. E’ lui il proprietario dal 1981, il pronipote e l’erede di Buzzi. E’ lui che continua la costruzione, utilizzando i progetti lasciati dallo zio, anche se non potrà aggiungere altro, relativamente alle strutture esteriori, visto che l’opera è vincolata dalla Soprintendenza dagli anni settanta. scarzuola

Il cancello immette in un cortile d’accesso al convento dove è visibile una serie di 14 tavole in terracotta raffiguranti la Via Crucis, opera settecentesca. Si entra nella chiesa che contiene affreschi (a partire dal XIII secolo) di notevole importanza e arredi seicenteschi. Lo stupendo giardino adiacente il complesso contiene numerose varietà vegetali e un numero consistente di cipressi. scarzuola

Un percorso simbolico, esoterico, alchemico e di meditazione, in cui si incontrano luoghi a forma di scene teatrali che simboleggiano il viaggio dell’ anima, il cammino della vita. Una vita senza schemi, un cerchio che si chiude, il ritorno alla madre terra, un giro carico di significati, a volte non del tutto comprensibili ma che fanno riflettere sul senso del tutto, sul presente, sui valori, sull’anticonformismo. Ognuno può trovarci quello che più lo ispira. scarzuola

Prima di lasciarci il bizzarro Marco stringe a tutti la mano e ci congeda dicendo: “Andate e diffondete musica e colore….”.  Beh, effettivamente mi sembra di sentirmi meno vittima del sistema, più libera. E mi auguro che non finisca qui…..

 

 

LA NECROPOLI DEL CROCEFISSO DEL TUFO

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Le necropoli etrusche di Orvieto si trovano ai piedi della rupe e da esse è stata ricavata una grande quantità di reperti raccolti in parte nei musei della città , in parte nei musei italiani e stranieri. necropoli crocefisso del tufo

La più grande e importante necropoli è quella del Crocefisso del tufo (VI – III sec. a. C.) posta sul versante nord della rupe e così chiamata per un crocefisso cinquecentesco scolpito nel tufo nei pressi dell’area sepolcrale.

Le prime notizie di ritrovamenti nella zona risalgono alla fine del Settecento, ma le ricerche più intense si hanno nel corso dell’Ottocento, quando una parte della necropoli fu espropriata e resa visitabile.

Necropoli etrusca del Crocifisso del TufoLa necropoli è di particolare interesse per l’impianto urbanistico, tanto da far sembrare il complesso una vera e propria città. Da una strada principale si diramano le strade secondarie dove si trovano le tombe. Il terreno risulta diviso in lotti in modo che ogni famiglia fosse proprietaria di uno o più di tali appezzamenti. L’area è costituita da decine di tombe a camera, singole o doppie, per lo più a pianta rettangolare, costruite in blocchi di tufo squadrati e murati a secco e allineate lungo le vie sepolcrali impostate su assi ortogonali. Le tombe erano chiuse da un lastrone di tufo interno e da una serie di blocchi di tufo allineati con le pareti esterne; fra il lastrone e il muro vi era un riempimento di terra. necropoli crocefisso del tufo

Durante l’arco di utilizzazione della necropoli veniva praticata sia l’incinerazione che l’inumazione. All’interno delle camere sono costruite le banchine per la deposizione dei defunti, di solito una lungo la parete di fondo e una lungo una parete laterale. Sull’architrave delle tombe si trova frequentemente un’iscrizione che riporta il nome del defunto o della famiglia, presentando la formula di possesso secondo cui è la tomba che parla: “io sono di…” e che costituisce una delle più antiche e consistenti testimonianze epigrafiche etrusche arcaiche.

INGRESSI:

€ 3,00 interno

€ 1,50 ridotto (18-25 anni)

Gratuito over 65 anni e under 18

€ 5,00 cumulativo necropoli + museo archeologico nazionale

ORARI:

Estivo: 8:30 – 19:00

Invernale: 8:30 – 17:00

Per VISITE GUIDATE alla necropoli e alla città di Orvieto CONTATTAMI

LA CHIESA DI SANT’ANDREA

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Chiesa S. AndreaFa da sfondo a Piazza della Repubblica la chiesa di Sant’Andrea, una delle più importanti sedi civili e religiose della città, dove si stipulavano patti, alleanze, si creavano vescovi e cardinali, si compivano atti del Comune e dove sono stati ospitati diversi personaggi illustri: Innocenzo III che vi bandì la quarta Crociata (1201) o Martino IV incoronato papa (1281) alla presenza di Carlo d’Angiò.

E’ costruita su un antico tempio etrusco, al quale si sovrappose una basilica paleocristiana del VI secolo, come testimonierebbero i muri in grandi blocchi di tufo riportati alla luce e i resti del pavimento originario a mosaici geometrici, sotto la chiesa attuale in un palinsesto che va dal villanoviano al basso medioevo.

Chiesa S. AndreaLa chiesa attuale appartiene al XII secolo, viene rimaneggiata nel XIV secolo e in parte ai primi del XVI secolo.

Nel 1926 subisce il restauro totale della facciata, con la ricostruzione anche della torre dodecagona, su cui si aprono strette bifore e dove vengono posti numerosi stemmi e il coronamento merlato; col restauro sono inserite in facciata anche la scultura della lunetta del portale e la vetrata del rosone. Pulpito S. Andrea

Chiesa S. Andrea L’interno è suddiviso in tre navate da otto colonne monolitiche di granito orientale (materiale di recupero del II secolo) con capitelli cinquecenteschi, ha copertura a capriate e vi si notano: il pulpito cosmatesco con le decorazioni a mosaico; il Sepolcro Magalotti del XIV secolo, di puro stile gotico, eseguito da scultori seguaci di Arnolfo di Cambio e recante sul fondo un affresco di scuola senese con la Madonna e Figlio; un brano di affresco Figura maschile tra paraste, di scuola del Signorelli (XV scolo), un altare ligneo attribuito a Ippolito Scalza, una tela di Cesare Nebbia con l’Annunciazione e numerosi gli affreschi o gli avanzi trecenteschi di scuola orvietana.

Per visitare la Chiesa di Sant’Andrea, gli scavi e per VISITE GUIDATE a ORVIETO contattami!

IL DUOMO DI ORVIETO

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Il Duomo di Orvieto, dedicato a S. Maria Assunta, è una tra le più grandi realizzazioni dell’architettura medievale italiana. Nel 1290 viene posta la prima pietra, alla presenza del papa Niccolò V e ben presto furono innalzate navate e transetto sovrapponendo, senza soluzione di continuità, filari bianchi di travertino e neri di pietra basaltica. Nel 1310 circa, la nomina di Lorenzo Maitani come direttore dei lavori, pone le basi per una trasformazione progettuale, con l’aggiunta dei contrafforti e di sei archi rampanti esterni in corrispondenza del transetto. Sempre del Maitani è il progetto dell’imponente facciata tricuspidale. Dopo alcuni anni la morte del Maitani, i lavori della facciata proseguono con l’intervento di altri artisti come Andrea Pisano (1347-1348) o Andrea Orcagna (1358-1362) a cui si deve lo splendido rosone, a doppio giro di colonnine e archi intrecciati, recante al centro la testa del Redentore. Gli angoli del quadrato in cui è iscritto il rosone sono ornati dalle figure dei quattro Dottori della Chiesa e lungo i margini sono collocate 52 teste a rilievo del XIV secolo. Ai lati le trecentesche statue marmoree dei dodici profeti.

rosone1

Negli anni 1451-1456 Antonio Federighi disegna e realizza un ordine di dodici nicchie rinascimentali sopra il rosone per risolvere lo squilibrio della proporzione della facciata a seguito della costruzione dello stesso da parte dell’Orcagna e dove verranno poste le statue in travertino degli apostoli.

Le guglie sulle quattro colonne verranno innalzate tra il 1505 e il 1607.

La facciata del Duomo di Orvieto viene concepita come una straordinaria sintesi di architettura e arti decorative, che contribuisce in maniera equilibrata alla formazione di un’opera d’arte unitaria. Quattro pilastri a fascio si innalzano da uno zoccolo di robusti piloni e terminano in un coronamento di guglie. Si aprono tre ricchi portali e sopra di essi tre cuspidi raggiungono una loggetta ad archi trilobi che divide orizzontalmente la facciata. La parte superiore, con al centro il rosone, termina ripetendo il motivo delle tre cuspidi.

Nel 1320-30 vengono realizzati i bassorilievi che ornano i quattro pilastri di base della facciata, con grande ricchezza di particolari. facciata

Nel primo pilastro sono rappresentate le Storie della Genesi, con scene realistiche che si leggono dal basso in alto e da sinistra a destra: dalla creazione del mondo e dell’uomo, a quella di Eva, alla vita nell’Eden, al peccato originale fino all’uccisione di Abele a la raffigurazione delle arti del Trivio e del Quadrivio. Sul secondo pilastro sono ancora rappresentate Scene del Vecchio Testamento, con la raffigurazione dell’albero di Jesse, ai cui piedi è lo stesso Jesse che dorme. Nel terzo pilastro si narrano le Storie del Nuovo Testamento con, in basso, Abramo che dorme e profeti. Dal terzo registro si susseguono le Storie della vita di Cristo, dall’Annunciazione al Noli me tangere. Nel quarto pilastro è narrato il Giudizio Universale, con in altro il Cristo giudice tra gli Apostoli e i Profeti; in basso la Resurrezione e la discriminazione tra i Reprobi condannati alle pene dell’Inferno e gli Eletti che si avviano verso il Paradiso, anticipati dal corteo di Santi e Sante. rilievi

Sopra i pilastri sono poste le statue in bronzo dei quattro Evangelisti, attribuite a Lorenzo Maitani, così come viene identificato il Maitani l’autore dei bassorilievi del quarto e del primo pilastro.

Le porta bronzea centrale è opera di Emilio Greco e i rilievi raffigurano le Opere della Misericordia (1964-1970). Sulla lunetta si trova il gruppo in bronzo e marmo della Madonna con Bambino, copia di quello del 1325, ora al Museo dell’Opera del Duomo.

Tutta la facciata è arricchita da mosaici, che si sviluppano nei grandi spazi e che secondo il programma iconografico iniziale dovevano illustrare le Storie della Vergine. I primi mosaici (1355-1366) saranno infatti quelli dell’Assunzione nel triangolo sopra il portale centrale (ancora in sito ma rifatto interamente nei secoli) e della Natività della Vergine in quello del portale destro (restaurato anch’esso, mantiene però un gusto trecentesco). Gli altri saranno realizzati in fasi successive alla prima, dal XIV al XIX secolo. mosaici

Sui fianchi in pietra bianca e nera si aprono a destra porta di Postierla, portale ogivale probabilmente appartenente alla primitiva chiesa di S. Maria; a sinistra le due porte dei Canonici e del Corporale.

L’interno di forme romaniche è diviso in tre ampie e luminose navate. La grande vetrata absidale fu eseguita da Giovanni di Bonino d’Assisi (1328-1334).

All’inizio della navata centrale è una pregevole acquasantiera in marmo di Antonio Federighi. Lungo le navate furono aperte cinque cappelle con interessanti avanzi di affreschi (XIV-XV secolo) alle quali si addossarono, nel Cinquecento, altari di stucco poi distrutti nei restauri puristi di fine Ottocento.

signorelli Si giunge al braccio destro della crociera, da cui si accede alla Cappella Nova o di San Brizio (1408) considerata tra le più alte testimonianze dell’arte italiana. Il ciclo di affreschi che la decora è stato realizzato in parte dal Beato Angelico in collaborazione con Benozzo Gozzoli (1447-49) e in parte da Luca Signorelli (1499-1504) che portò a termine i lavori. Il tema sviluppato è quello del Giudizio Universale. La potenza espressiva, il senso di inquietudine e di meraviglia dati dall’aggrovigliarsi di quei corpi poderosi, fanno degli affreschi del Signorelli il suo capolavoro.

Le pareti della tribuna absidale sono decorate con Storie della vita della Vergine di Ugolino di Prete Ilario (1370-1380).

Dal braccio sinistro della crociera si accede alla Cappella del Corporale (1350-1355),  che deve il nome al prezioso Reliquiario, capolavoro dell’oreficeria italiana, decorato con la tecnica a smalto traslucido e destinato a racchiudere il lino insanguinato del miracolo eucaristico di Bolsena.

Sul fondo della navata sinistra è ancora visibile il pregevole e delicato  affresco della Madonna con Figlio eseguito da Gentile da Fabriano nel 1425.

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ORARI VISITA DUOMO E CAPPELLA SAN BRIZIO:

FERIALI: 

Novembre / Febbraio: 9.30 – 13.00 ; 14.30 – 17.00

Marzo e Ottobre: 9.30 – 18.00

Aprile / Settembre: 9.30 – 19:00

DOMENICA E FESTIVI:

Novembre / Febbraio: 14.30 – 17.30

Marzo, Aprile, Maggio e Ottobre: 13.00 – 17.30

Giugno, Luglio, Agosto e Settembre: 13.00 – 18:30

L’orario può variare per esigenze di culto.

INGRESSO DUOMO E CAPPELLA SAN BRIZIO: € 3,00