VISITARE ORVIETO E TODI

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guida turistica orvietoMattina: visita guidata di Orvieto

Orvieto, antica città etrusca, sorge su di un’enorme piattaforma tufacea. Il percorso di visita comincia da Piazza Cahen dove si trovano la Rocca Albornoz e il Pozzo di San Patrizio, fatto costruire da papa Clemente VII nel 1529 per garantire un approvvigionamento idrico della città in caso di assedio. Si raggiunge la luminosa Piazza del Duomo per ammirare una tra le più grandiose realizzazioni architettoniche medievali in Italia, il Duomo di S. Maria Assunta, dalla incantevole facciata. Percorrendo via del Duomo tra botteghe, negozi e locali caratteristici si arriva allaTorre del Moro e da qui a Piazza del Popolo per ammirare il duecentesco Palazzo omonimo. Si arriva poi a Piazza della Repubblica in cui si affaccia il Palazzo Comunale e la chiesa di S. Andrea. Possibilità di inoltrarsi nel quartiere medievale per visitare la parte più autentica ed affacciarsi sul versante nord della rupe.

Pranzo libero o in tipico ristorante. 

Pomeriggio: visita guidata di Todi. guida turistica todi

La visita di Todi comincia con il Tempio di Santa Maria della Consolazione, maestoso edificio costruito tra Cinque e Seicento. Al suo interno si conserva un’immagine sacra, ritenuta miracolosa per aver ridato la vista ad un povero muratore cieco. Si prosegue verso Porta Orvietana e da lì si sale anche con comodo ascensore verso il centro per ritrovarsi in prossimità del tempio di San Fortunato, nella cui cripta si conservano i resti di San Fortunato e altri Santi insieme a quelli di Jacopone da Todi. Si raggiunge Piazza del Popolo, fulcro di Todi e considerata tra le più belle d’Italia. Vi si affaccia la Cattedrale dell’XI secolo e i Palazzi comunali: Palazzo del Capitano,Palazzo del Popolo e Palazzo dei Priori. Si può proseguire verso Piazza Garibaldi per affacciarsi su un ampio panorama verso i Monti Martani e procedere poi per Corso Cavour per scendere verso i Nicchioni Romani. Si arriva poi alla Fontana di Scarnabecco, dove si abbeveravano i cavalli dei cittadini che combattevano per la difesa della città. Numerosi i vicoli e scorci suggestivi.

PER PRENOTARE UNA GUIDA TURISTICA A ORVIETO E TODI O PER INFORMAZIONI CONTATTAMI !!!

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VISITARE VITERBO E IL LAGO DI BOLSENA

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 Mattina: visita guidata di Viterbo guida turistica viterbo

Viterbo, chiamata la Città dei Papi per aver ospitato vari pontefici a partire dal XIII secolo, è un’affascinante città medievale cinta da mura le cui origini risalgono agli Etruschi. La visita parte da Piazza del Plebiscito con il Palazzo dei Priori, prosegue verso via San Lorenzo facendo sosta nelle antiche piazze con le chiese medievali e le tipiche fontane. A piazza San Lorenzo si ammira la Cattedrale romanica e il Palazzo dei Papi, nel quale si svolse il più lungo conclave della storia della chiesa. Il quartiere medievale di San Pellegrino è il cuore del centro storico, un vero gioiello di contrada duecentesca fatto di vicoli, scorci suggestivi e palazzi nobiliari.

Pranzo libero o in tipico ristorante.

guida turistica bolsenaPomeriggio: visita guidata di Bolsena o Montefiascone

Il lago di Bolsena è il più grande specchio d’acqua d’origine vulcanica d’Europa. E’ circondato da pittoreschi borghi quali Bolsena, Marta, Capodimonte e Montefiascone. Si può visitare Bolsena, la città del miracolo eucaristico e la patria di Santa Cristina, le cui reliquie sono conservate nella Basilica di Santa Cristina e salire fino al Castello Monaldeschi in un percorso affascinante tra viuzze e interessanti affacci sul lago.

Possibilità di effettuare la visita di un frantoio per la degustazione dell’olio di Bolsena.

Oppure ci si può recare a Montefiascone, la patria del vino dell’Est! Est!! Est!!! e visitare la Basilica di San Flaviano, il Duomo di Santa Margherita con la terza cupola più grande d’Italia e i resti della Rocca dei Papi, da cui è possibile ammirare un meraviglioso belvedere sul lago. Immancabile una tappa in cantina per degustare il vino Doc della Tuscia. Direttamente sulle rive del lago sorgono anche Marta e Capodimonte.

Tempo permettendo è possibile salire sul battello per effettuare il giro del lago: le partenze si effettuano da Capodimonte e da Bolsena.

Per prenotare una guida turistica a Viterbo e per il Lago di Bolsena o per informazioni CONTATTAMI !!!

VISITARE ORVIETO E PARCO DEI MOSTRI DI BOMARZO

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duomo ORVIETOMattina: visita guidata di Orvieto

Orvieto, antica città etrusca, sorge su di un’enorme piattaforma tufacea. Il percorso di visita comincia da Piazza Cahen dove si trovano la Rocca Albornoz e il Pozzo di San Patrizio, fatto costruire da papa Clemente VII nel 1529 per garantire un approvvigionamento idrico della città in caso di assedio. Si raggiunge la luminosa Piazza del Duomo per ammirare una tra le più grandiose realizzazioni architettoniche medievali in Italia, il Duomo di S. Maria Assunta, dalla incantevole facciata. Percorrendo via del Duomo tra botteghe, negozi e locali caratteristici si arriva allaTorre del Moro e da qui a Piazza del Popolo per ammirare il duecentesco Palazzo omonimo. Si arriva poi a Piazza della Repubblica in cui si affaccia il Palazzo Comunale e la chiesa di S. Andrea. Possibilità di inoltrarsi nel quartiere medievale per visitare la parte più autentica ed affacciarsi sul versante nord della rupe.

Pranzo libero o in tipico ristorante.

Pomeriggio: visita guidata del Parco dei Mostri di Bomarzo Parco dei mostri

Il “Sacro Bosco” di Bomarzo, meglio conosciuto come Parco dei Mostri, è un complesso artistico e culturale unico al mondo nel suo genere, voluto nel XVI secolo da Vicino Orsini, personaggio originale ed eclettico. Un parco originale e stravagante, che ospita numerose sculture fantasiose e grottesche ricavate da massi di pietra vulcanica (peperino), in un percorso tra mistero ed esoterismo. Per “sfogar” il proprio cuore il principe Vicino ruppe tutte le regole dell’arte del tempo creando un boschetto delle meraviglie, poi definito del mostri dalla gente del posto spaventata alla loro visione, dove “mostro” sta per surreale, bizzarro, sproporzionato, al di fuori di ogni regola, compostezza, euritmia ma dove tutto sembra voler dire che l’amore e la vita alla vita trionfano sempre.Tra le mostruose figure spiccano quelle dell’Orco, del Drago, della Tartaruga gigante, della divertente Casa pendente.

PER PRENOTARE UNA GUIDA TURISTICA A ORVIETO E AL PARCO DEI MOSTRI O PER INFORMAZIONI CONTATTAMI !!!

LA CHIESA DI SAN GIOVENALE A ORVIETO. RIAPERTA AL CULTO.

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Si è svolta ieri l’inaugurazione della riapertura al culto della chiesa di San Giovenale ad Orvieto, con una interessantissima visita alla chiesa e agli affreschi.

san giovenale orvieto

La chiesa, affacciata sul versante nord orientale della rupe, è uno dei più interessanti edifici religiosi medievali di Orvieto. Si ritiene la prima cattedrale della città e sorge con probabilità su un antico tempio pagano (forse dedicato a Giove); il 1004 è l’anno di un rimaneggiamento di una precedente costruzione altomedievale.

Lo stile della chiesa è il romanico, la facciata (molto semplice) presenta il campanile addossato al lato sinistro della costruzione. A destra dell’edificio vi è un secondo ingresso e sul portale vi è scolpito in bassorilievo San Giovenale, vescovo di Narni (Tr), morto nel 376.

L’interno a tre navate è stato reso luminoso dal restauro appena compiuto. Un vasto ciclo di affreschi notevoli arricchiscono le pareti, mentre l’interessante altare maggiore è composto, sul prospetto, da una lastra di marmo di fattura bizantino-longobarda e forse proveniente dal più antico arredo della chiesa (VI secolo).

san giovenale orvieto

Gli affreschi, quasi sovrapposti gli uni con gli altri, rappresentano una sorta di museo della pittura orvietana tra XIII e XIV secolo. Non seguono un ciclo pittorico ma si compongono prevalentemente di immagini di Madonna con Bambino, Santi e del tema della Crocefissione.

Particolarmente interessante e raro come soggetto l’Albero della Vita, affrescato in controfacciata. Dal tronco si dipartono i rami che fanno nascere santità e speranza. A destra è visibile il Ladrone buono. Quasi all’inizio della navata destra è una delicatissima Madonna del latte, a cui si appellavano le donne madri per chiedere sostentamento ai propri figli. Numerose le immagini di San Francesco, la cui devozione è ovviamente radicata in tutta l’Umbria. Presenti anche i simboli della Passione che sottolineano l’aspetto umano di Cristo, la sua sofferenza, così come messo in risalto dal poverello d’Assisi, ma che ricordano anche l’episodio del ritrovamento della corona di spine di Gesù (oggi presso la Saint Chapelle) da parte del santo re Luigi IX, canonizzato proprio ad Orvieto nella chiesa di S. Francesco, nel 1297. Numerosi gli altri santi cari alla devozione popolare come S. Sebastiano, S. Antonio da Padova, S. Antonio Abate, S. Maria Egiziaca. Interessante anche la rappresentazione dell’Ultima Cena in controfacciata (a destra del portale) dove Giuda il traditore è rappresentato col gesto di intingere il pane nel piatto di Gesù :(Vangelo:”… sarà colui che intinge il pane con me nel piatto…”) e la sua figura di traditore è accentuata dalla sua disposizione al di qua del tavolo, opposta agli altri discepoli.

chiesa san giovenale orvieto

Una nuova luce, una grande commozione, una intima percezione della bellezza. Tutto ciò susciterà nel visitatore una sosta presso la chiesa di San Giovenale.

Consiglio vivamente di inserirla in un giro turistico di Orvieto se si ha a disposizione del tempo in più.

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LA FORESTA FOSSILE DI DUNAROBBA

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Siamo nell’Umbria meridionale, esattamente ad Avigliano Umbro.

Siamo anche nella zona ovest dell’antico Lago Tiberino, che si estendeva da Sansepolcro (Toscana) fino alla conca ternana. Milioni di anni fa, in tale zona, sulle rive dell’ampio lago, scorreva un grande fiume che da Todi si dirigeva verso Terni. Periodicamente questa grande pianura veniva alluvionata dalle esondazioni di questo ramo impetuoso, provocando l’accumulo di depositi sabbiosi argillosi che nel tempo hanno innalzato il terreno.

foresta dunarobba

Verso gli inizi degli anni ‘80, durante lo scavo di una cava di argilla destinata alla fabbricazione di mattoni, venne alla luce la foresta fossile di Dunarobba, una foresta di tronchi conservati incredibilmente in posizione originaria proprio grazie a questo fenomeno di seppellimento.

foresta dunarobba

La foresta di Dunarobba è un sito paleontologico e un monumento naturalistico unico al mondo, oggi SIC (sito di importanza comunitaria) e dipendente dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell’Umbria.

La foresta si raggiunge a piedi dal Centro di Paleontologia Vegetale, dove è anche la biglietteria, attraverso un percorso di qualche minuto. Una guida del centro vi accompagnerà e vi darà spiegazioni.

foresta dunarobba

Sono visibili i resti di circa quaranta tronchi di gigantesche conifere  risalenti a 2,6 milioni di anni fa (pliocene). Gran parte della’antica foresta è ancora sepolta dal sedimento, a circa 40 metri dall’attuale livello, ma purtroppo non recuperabile.

foresta dunarobba

I tronchi sono tuttora conservati in posizione di vita e anche il legno originario mantiene le proprie caratteristiche. Si trattava di piante colossali, simili alle sequoie, capaci di raggiungere i 3,75 di diametro e un’altezza di dieci metri.

foresta dunarobba

Dopo la scoperta, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria ha iniziato un lungo lavoro di documentazione e di salvaguardia del sito, soprattutto atto a contrastare il degrado del legno dovuto principalmente dall’azione degli agenti atmosferici.

foresta dunarobba

Per itinerari in Umbria, servizi guida turistica e informazioni CONTATTAMI !!!

VISITARE LA CASCATA DELLE MARMORE

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Se decidi di visitare la Cascata delle Marmore puoi leggere questa breve descrizione per conoscerne la storia e sapere quali percorsi puoi effettuare. Io, che vado spesso per lavoro, non mi stanco mai di emozionarmi di fronte ad una forza così grandiosa…

cascata delle marmore

La Cascata delle Marmore (est di Terni, 7 km dalla città), spettacolare massa d’acqua spumeggiante, con i suoi 165 metri  è la più alta d’Europa e tra le più alte del mondo. Si colloca nella Valle del Nera, territorio ricco di valori ambientali e paesaggistici. Le acque del fiume Velino (che nasce presso Cittareale, provincia di Rieti), dopo un percorso di circa 90 km precipitano dall’altopiano delle Marmore fino alla sottostante valle del Nera (il fiume Nera nasce nell’ambito dei Monti Sibillini e sfocia nel Tevere), compiendo tre salti, il primo dei quali misura 80 mt.

guida turistica cascata marmore

 La Cascata è prodotto della natura e opera dell’uomo. Infatti già il console romano Manlio Curio Dentato, per bonificare le paludi della piana reatina dagli acquitrini, progettò lo scavo di un emissario (Cavo Curiano, punto in cui si trova la principale cascata) per incanalare le acque stagnanti della palude. A metà Cinquecento, papa Paolo III Farnese commissionava ad Antonio da Sangallo il Giovane, lo scavo del cosiddetto Canale Paolino; mentre a fine Settecento Andrea Vici, per incarico di papa Pio VI, devierà diagonalmente una parte dell’ultimo salto (Taglio Diagonale), dando alla Cascata l’aspetto attuale.In tempi recenti diverse sono state le deviazioni realizzate per alimentare gli impianti idroelettrici. Proprio per questo motivo si può vedere la Cascata delle Marmore solo in orari prestabiliti.

cascata delle marmore

Si può decidere di ammirare la Cascata da due punti di osservazione: Belvedere Inferiore e Belvedere Superiore. Sicuramente il Belvedere Inferiore è il più classico dei punti panoramici e quello che permette di osservare la Cascata nella sua completezza, in posizione frontale e in una visione spettacolare.

loretta scarino

Decantata da poeti e pittori e dai viaggiatori del Grand Tour, la Cascata è stata resa celebre dall’ode del noto poeta inglese settecentesco George Byron dove la definisce: “orribilmente bella”, a sottolineare il fragore delle acque e l’energia che sprigiona, assieme a tanta bellezza e fascino.

Il termine Marmore deriva dal latino marmor, che significa pietra, per indicare le cave di pietra sponga (travertino) qui presenti perché depositata in grande quantità sull’altopiano dal fiume Velino.

visitare cascata delle marmore

La Cascata ha dato vita a miti e leggende, quasi sempre legate all’amore e anche al patrono di Terni e degli innamorati, San Valentino. E così si narra che il pastorello Velino, mentre pascolava il suo gregge sull’altopiano delle Marmore, vide e si innamorò della bella ninfa Nera che si bagnava nel fiume sottostante. Rifiutando lei il suo amore, il giovale pastore si tuffò dall’alto della rupe per unirsi all’amata, dando così origine alla Cascata. E ancora, secondo un’altra versione, la ninfa dei boschi  Nera, innamorata del pastorello Velino, fu punita per questo dalla dea Giunone che la trasformò in acqua. Velino, dall’alto, credendo che stesse affogando, si gettò dalla rupe per salvarla. Fu così che Giove, vedendo questo grande gesto d’amore, trasformò in acqua il giovane pastorello, che si unì in questo modo per sempre all’amata. Ma si racconta anche di San Valentino, che intervenne per dimostrare la purezza di Nerina, messa in dubbio dal futuro sposo, percuotendo col suo bastone pastorale la rupe delle Marmore e facendo scaturire il cosiddetto velo della sposa, candido getto d’acqua ancora oggi visibile.

balcone degli innamorati

E a proposito di prove e di amore, tra i vari sentieri del Parco della Cascata, percorribili per godere dello spettacolo da vari punti di osservazione, il sentiero numero 1 (l’unico che consente il collegamento del Belvedere inferiore al Superiore) permette di raggiungere il Balcone degli Innamorati, dopo aver attraversato un tunnel di 50 metri. Il Balcone è un piccolo terrazzo aperto proprio di fronte al primo salto della Cascata. Solo chi è davvero innamorato potrà sporgersi dal Balcone, per entrare a diretto contatto con la cascata, bagnarsi e dare la propria prova d’amore all’amato o all’amata! Per me qualcuno lo ha fatto!

PERCORSO N. 1: 800 mt, difficoltà media, 40 minuti circa. Collega il Belvedere Inferiore con il Belvedere Superiore

PERCORSO N. 2: 300 mt, difficoltà facile, 20 minuti circa. Permette di arrivare a diretto contatto con la Cascata e giungere al secondo salto.

PERCORSO N. 3: 150 mt, difficoltà facile, 15 minuti circa. Permette di vedere il punto di confluenza tra il Velino e il Nera.

PERCORSO N. 4: 500 mt circa, difficoltà medio-facile. Ideale per ammirare la Cascata nella sua interezza, dal versante meridionale del monte Pennarossa, di fronte all’altopiano.

PERCORSO N. 5: 1 km circa, difficoltà facile, 30 minuti circa. Si ammira il panorama sulla Valle del Nera.

Per visitare la Cascata delle Marmore con una Guida Turistica o per informazioni puoi CONTATTARMI !!!

I MISTERI DI SANTA CRISTINA A BOLSENA

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Ogni anno il 23 e il 24 luglio a Bolsena si svolge la festa di Santa Cristina, patrona della città. La piccola Cristina, figlia del prefetto di Bolsena Urbano, ai tempi dell’imperatore Diocleziano (III secolo d.C), fu martire cristiana e venne uccisa dopo essere stata sottoposta ai dieci Misteri (violenze che il suo povero corpo dovette subire).

guida turistica bolsena

Il giorno della vigilia si celebra l’Eucarestia sulla tomba della Martire nella Grotta, all’interno della Basilica a lei dedicata.La sera del 23 e la mattina del 24, su palchi di legno allestiti nelle piazze, lungo un percorso che parte dalla Basilica fino alla chiesa del SS. Salvatore (nella parte alta della città, di fronte al castello), si rievocano i martiri di Santa Cristina in maniera muta e immobile, grazie alla partecipazione dei bolsenesi che, in costumi romani, ricordano ogni momento tragico e ogni pena inflitta sul corpo della piccola, impersonata in ogni stazione da una fanciulla del posto. Ecco così che si può vedere: il martirio delle verghe,  il taglio della lingua, il momento in cui la giovane viene gettata nelle acque del lago, Santa Cristina nella fornace, il carcere, il supplizio della ruota, Santa Cristina nella caldaia, i Diavoli che trascinano all’inferno il padre, il martirio delle frecce, i serpi contro Santa Cristina.

Durante la rappresentazione e lungo lo stesso percorso viene trasportata in processione e accompagnata dal flusso di fedeli, la statua della Santa che l’indomani farà il tragitto inverso (dalla Chiesa del SS. Salvatore alla Basilica) mentre sarà possibile ammirare le altre cinque rievocazioni fino alla la sepoltura.

misteri santa cristina

Tanti complimenti a chi si adopera per organizzare questo evento toccante e suggestivo, nella bella città di Bolsena. Le pose monumentali degli interpreti, i costumi ricercati, l’immedesimazione dei personaggi, la magia di un borgo antico di sera e la quiete di una città sul lago di mattina, riescono a trasmettere un’emozione quasi indescrivibile e a far rivivere intensamente la passione della Santa insieme al passato romano. Due giorni dove la fede e la devozione sono i veri protagonisti.